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22/03/2010 Firmana
17/03/2010 Laudario di Cortona
26/02/2010 La teologia e la Chiesa locale
19/01/2010 SOLENNE ATTO ACCADEMICO
30/12/2009 Mons. Luigi Bettazzi a Fermo.
 
 

Letture Consigliate

 

 

Chi ha paura del Vaticano II?
Alberto Melloni – Giuseppe Ruggieri (edd.)

"Pronunzio innanzi a voi certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo diocesano per l'Urbe e di un concilio generale per la Chiesa universale". Con queste parole, pronunciate a Roma durante un discorso di fronte a un gruppo di cardinali nella basilica romana di San Paolo fuori le mura, Giovanni XXIII annunciava la sua decisione di convocare un nuovo concilio il 25 gennaio 1959. Ma nei cinquant'anni che ci separano da quell'annuncio, e in particolare dall'elezione al soglio pontificio di Joseph Ratzinger, le sorti di quell'evento epocale, il suo "fondo", sono stati oggetto a più riprese di un aspro dibattito. E viene da chiedersi se sia il Vaticano II lo stile con cui la Chiesa vuole ancora porsi innanzi alla modernità. E da che parte stiano Benedetto XVI e le gerarchie vaticane. Siamo in presenza dell'ammutinamento dell'ammiraglio o della ciurma? Di entrambi o di nessuno? Un gruppo di studiosi di fama internazionale, italiani e stranieri, s'interroga senza reticenze sul tema scottante del concilio Vaticano II e sul suo futuro nel seno stesso della Chiesa e della comunità dei credenti. (Carocci editore, 2009, pp. 150)

 

Transizione epocale. Studi sul Concilio Vaticano II
Giuseppe Alberigo

Giuseppe Alberigo (1926-2007) è stato uno dei massimi storici della Chiesa e del Concilio Vaticano II. Ha ideato e diretto la grande "Storia del Concilio Vaticano II", opera che ha mutato le conoscenze sul Concilio a livello internazionale. In questo volume vengono per la prima volta raccolti i saggi di ricerca di prima mano. Come scrive nella prefazione il cardinale Lehmann "per molto tempo si dovrà dire che Alberigo nous interroge encore ... non solo per i suoi lavori sulla stagione conciliare, per le sue ricerche su Trento e la sua età, per la sua perizia di filologo, per il garbo esigente con cui ha saputo coordinare grandi imprese scientifiche internazionali, ma proprio per il suo apporto agli studi sul Concilio Vaticano II, al quale questo volume è consacrato". Se la storicizzazione del Vaticano II rimarrà il contributo di Alberigo alla storia della Chiesa, questi saggi ne documentano il come e i perché.

 

Breve introduzione alla teologia dell'Antico Testamento
Juan Peter Miranda


I cristiani da sempre riconoscono che il Primo Testamento, ovvero la sacra Scrittura di Israele e degli ebrei, ha un valore specifico e anzi una precedenza anche per loro. Parola di Dio in parole umane, il Primo Testamento ci pone di fronte alla realtà stessa di Dio, testimoniando come l’Onnipotente si alleò con gli esseri umani e come i nostri padri si comportarono con il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. L’autore mostra che il Primo Testamento, la sacra Scrittura di Israele e degli ebrei, è anche la sacra Scrittura di Gesù, degli apostoli, dei loro discepoli e dei primi cristiani e che rimane perciò permanentemente importante anche oggi per tutti i cristiani.

 

Darwin e Dio Fede, evoluzione, etica
Simone Morandini

È il tempo della scienza: il nostro orizzonte è così profondamente segnato da essa, da renderla ormai una sorta di koiné culturale, un “linguaggio comune” cui ogni altro deve rapportarsi. Anche per la teologia – ma prima ancora per la stessa fede cristiana – diviene imprescindibile interpretare le domande che scaturiscono dal confronto con il linguaggio della scienza. Perché dovremmo credere in Dio, se abitiamo un mondo che la ricerca scientifica descrive così bene senza mai nominarLo? E perché parlare ancora di etica, quando la semplice descrizione dei comportamenti risulta tanto più efficace rispetto alla loro prescrizione?
Di qui la scelta di confrontarsi con l’evoluzionismo di matrice darwiniana, oggi apparentemente un vero e proprio fronte di lotta per il rapporto tra scienza e fede, con implicazioni forti anche per l’etica. La prospettiva è di coniugare un biocentrismo attento alle differenze e un antropocentrismo non esclusivista. Evitando gli estremi fondamentalisti sia dello specismo sia del creazionismo, si osserva che se la domanda sul senso dell’esistenza non si esaurisce nelle teorie evoluzioniste, queste ultime lasciano aperta la possibilità di un discorso filosofico e teologico.

 

Leopardi e il Cristianesimo
Dall'Apologetica al Nichilismo

Paolo Petruzzi


Il volume contribuisce a decifrare e comprendere il complesso rapporto tra Giacomo Leopardi e il Cristianesimo, prendendo in esame la parabola della sua vita e della sua opera e mettendo in risalto dimensioni fondamentali della scrittura leopardiana finora poco considerate.
Educato nell’ufficialità cattolica dell’ambiente recanatese, il figlio del conte Monaldo era stato iniziato alla rigida ortodossia della Ratio gesuitica, così che il Cristianesimo, declinato nella figura dell’apologetica post-tridentina, costituisce l’orizzonte ideologico in cui si inscrivono le sue prime prove poetiche, le compilazioni filosofiche e le ricerche erudite giovanili. Quando la filosofia nichilista comincia poi a delinearsi, la ricezione creativa del sensismo materialistico si accompagna alla critica radicale del Cristianesimo. Da un lato la «conversione filosofica» mette in discussione la metafisica platonico-cristiana e le certezze etiche e politiche fondate su di essa, dall’altro, la memoria biblica continua a riaffiorare nella scrittura leopardiana. Il Cristianesimo, anche nell’orizzonte del Nulla, rappresenta un’eredità culturale in grado di offrire un immaginario e un patrimonio sapienziale da risemantizzare all’interno di un sapere che esclude ogni trascendenza. L’antiteodicea e la cosmologia negativa delle opere maggiori e l’immagine di una città terrena abbandonata al disordine del negativo si traducono così in un atto di accusa e di derisione parodica degli Assoluti che da secoli garantiscono la stabilità dell’Occidente cristiano e che le moderne ideologie progressive reinterpretano in una prospettiva secolare.

 

 

Nessuna salvezza fuori della Chiesa?
Storia e senso di un controverso principio teologico
Giacomo Canobbio

Il pluralismo religioso ha fatto irruzione nella ricerca teologica ormai da alcuni decenni e ha costretto a ripensare il rapporto tra chiesa e salvezza. A partire dal III secolo tale rapporto aveva trovato espressione nel principio «Nessuna salvezza fuori della chiesa». La rilettura che di esso si è compiuta nella recente teologia delle religioni ha portato a considerarlo espressione di una angusta visione dell’azione di Dio nei confronti dell’umanità e quindi a ritenerlo improponibile. Tuttavia una corretta interpretazione del principio richiede che si considerino la storia della sua formazione, il sottofondo che lo ha reso possibile, le diverse accentuazioni di cui è stato oggetto, pur respingendone qualsiasi uso strumentale (anche politico), di ieri e di oggi. Solo in questo modo se ne può cogliere l’eventuale pertinenza anche nel nostro contesto: la chiesa è effettivamente necessaria per la salvezza, perché è la traccia storica del disegno di Dio manifestatosi in Gesù Cristo.

 

 


Teologia fondamentale
La ratio della fede cristiana
Massimo Epis


La presentazione critica della fede è, per chi crede, una questione di rispetto per il dono della fede – per consentirle di mostrare integralmente la sua qualità di verità destinata a tutti gli uomini – ed è una forma di sollecitudine verso coloro che cercano la verità. Sulla scorta di questa convinzione il presente volume si propone di rispondere alla domanda: «A quali condizioni quanto credono i cristiani può essere riconosciuto come vero?».
Dio si è autocomunicato in Gesù. Questa iniziativa divina richiede una corrispondenza, da parte umana, che include il vaglio dell’intelligenza. Perciò la fede non può essere sottratta all’istanza critica della razionalità nelle sue effettive mediazioni culturali. Il sospetto che una verifica critica sia di principio superflua o dannosa esporrebbe peraltro la fede ad un volontarismo arbitrario.
Il testo si incarica di mostrare che la filosofia, in qualità di riflessione sistematica e rigorosa sulla singolarità dell’esistenza umana, è interlocutrice privilegiata del sapere teologico, volto ad esplicitare la portata universale dell’evento singolare di Gesù di Nazaret. Nel conseguimento di questo obiettivo, che impone di superare l’esteriorità della ragione alla fede, la teologia fondamentale offre legittimazione scientifica alla teologia tutta.
Il libro si rivolge a quanti, per ministero o per passione, vogliono rendere ragione della fede cristiana, accettando le nuove sfide di un contesto pluralistico e interreligioso.

 

 

 

Trattato su Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore
Maurizio Gronchi

Il presente trattato ha il pregio della chiarezza espositiva, accompagnata dalla ricchezza delle informazioni: chi lo accosta trova tutto il necessario per comprendere luoghi, tempi, formule, visioni; nulla deve essere cercato in altri testi. Il percorso di apprendimento è pertanto facilitato: il lettore viene guidato alla conoscenza della riflessione dei secoli passati e degli ultimi decenni, sì da acquisire gli elementi per dare la sua risposta sia alla domanda originaria sia alle provocazioni che l’attuale congiuntura presenta, in particolare quelle che vengono dal pluralismo religioso.
«Voi chi dite che io sia?». La domanda rivolta da Gesù ai suoi discepoli nei pressi di Cesarea di Filippo è risuonata molte volte nel corso dei secoli e continua a risuonare anche oggi. La risposta è stata ed è, per molti versi, sempre la stessa, ma per altri, si è diversificata in dipendenza dalle congiunture storico-culturali. Il cristiano di oggi (ma anche chi cristiano non è) si trova di fronte a un interrogativo ineludibile: la risposta dei secoli passati ha ancora valore o se ne deve cercare una corrispondente alla situazione odierna? In questo secondo caso, come si può mantenere la continuità con la risposta della prima ora? Inoltre, c’è una risposta normativa, dalla quale, pur nella variazione dei luoghi e dei tempi, non si può prescindere, pena negarsi la possibilità di entrare in rapporto con Colui che ha posto per primo la domanda? E come fare, eventualmente, a cercare tale risposta?
Le questioni che una ricerca su Gesù deve porsi incrociano necessariamente la questione del rapporto tra l’identità del Nazareno mediata dalla testimonianza apostolica e le successive precisazioni della medesima identità. Si tratta della questione ermeneutica che sta a fondamento di ogni indagine teologica. Ed è la questione fondamentale sottesa a questo volume, pensato come manuale per la scuola, ma offerto a molteplici possibili lettori. La risposta qui presentata – «Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore» – mette insieme, come è doveroso, cristologia e soteriologia: l’identità di Gesù appare quando si fa, in lui e grazie a lui, esperienza della salvezza donata da Dio. In tal senso il volume si propone come introduzione a un incontro, pensato, con Colui che ogni persona umana, a volte inconsciamente, attende.

 

 

Distinguere per chiarire
Come orientarsi nel dialogo cristiano-islamico
Christian W. Troll

Negli ultimi decenni il gesuita Christian W. Troll ha preso posizione sui temi e i dibattiti del dialogo cristiano-islamico. Troll sa di cosa parla quando nel presente libro rivolge l’attenzione alle diverse dimensioni del dialogo tra le due religioni. Per lui è importante fare chiarezza e distinguere attraverso l’analisi comparativa di figure e insegnamenti centrali di ciascuna comunità di fede. È necessario per il dialogo tra cristiani e musulmani anche valutare gli aspetti essenziali della fede islamica secondo i criteri della teologia cristiana in cui l’Autore è saldamente radicato.

 

 

La signora del Sacro Palazzo
(trad. it di Viviana De Marco)



Pascalina Lehnert (1894-1983) dal 1918 al 1958 al fianco di Pacelli (nunzio, segretario di stato, papa) è figura controversa e ancora da scoprire. Nel 1918 viene incaricata con due consorelle del mantenimento della nunziatura di Monaco, un servizio richiesto con insistenza dal nuovo nunzio in Baviera Eugenio Pacelli. Inizialmente doveva essere una destinazione di due mesi. In realtà la sua presenza accanto al nunzio durerà per il resto della sua vita. Ben presto Pascalina si impose per le sue doti di organizzatrice al punto che Pacelli si convinse sempre più di non poterne fare a meno. A lei affidò l’incarico di adattare la nunziatura di Berlino, lottò poi con la madre provinciale per farla trasferire a Roma in occasione della sua nomina a segretario di stato, lei divenne la custode potente dell’organizzazione della vita di Pio XII dal 1939, fino alla morte del papa.

La presente opera basata principalmente sulle lettere che ella inviava alla superiora generale della sua congregazione per amicizia e come resoconto della sua attività e contiene interessanti elementi di novità. L’autrice può documentare la partecipazione di suor Pasqualina ai due importanti e decisivi viaggi del segretario di stato come inviato di Pio XI in Brasile e negli Stati Uniti. Ugualmente il libro documenta un’alleanza significativa tra Pacelli, il cardinale von Faulhaber di Monaco, il cardinale Spellman e il futuro cardinale von Galen fin dai tempi della nunziatura a Monaco e a Berlino. E naturalmente suor Pasqualina ebbe un ruolo decisivo. Così come ebbe un ruolo determinante nella gestione delle malattie del papa e un ruolo non trascurabile negli ambienti romani ostili al Concilio e al rinnovamento dopo il Vaticano II. La traduzione in italiano è della nostra Docente Viviana De Marco.

Marta Schad è nata nel 1939 a Monaco di Baviera. Ha studiato storia e storia dell’arte all’università di Augsburg (Augusta). È una storica e scrittrice free-lance. Ha pubblicato: Die Frauen des Hauses Fugger von der Lilie (Le donne della casa Fugger von der Lilie, 1989); Bayerns Königinnen (Regine di Baviera, 1992); Afra - Bilder einer Heiligen (Afra, immagini di una santa, 1993); Bayerns Königshaus (La casa reale di Baviera, 1994); Ludwig Thoma und die Frauen (Ludwig Thoma e le donne, 1995) Das Fürstliche Haus Thurn und Taxis (La casa principesca di THurn und Taxis, 1996); Cosima Wagner und Ludwig II von Bayern. Briefe (Cosima Wagner e Ludovico II di Baviera. Epistolario 1996); Frauen gegen Hitler (Donne contro Hitler); Hitlers Spy Princess (La principessa spia di Hitler).

 

Manuale di dottrina trinitaria
di Alberto Cozzi
Nuovo Corso di Teologia Sistematica 4

 

Accettando le sfide dell’attuale contesto filosofico-culturale, l’Autore illustra il contenuto della rivelazione e della tradizione teologico-dogmatica a proposito della concezione trinitaria di Dio. Introduce così il lettore a scoprire la via per la quale il Dio di Gesù Cristo diventa “pensabile”, senza limitarsi alla mera ripetizione della visione biblica e del dato tradizionale, ma ripensandoli con intelligenza e sensibilità aderente all’oggi.

Dalla quarta di copertina:
Tra le sfide che l’attuale orizzonte culturale pone al cristianesimo vi è quella della possibilità di pensare Dio. La sfida proviene da due versanti: il dialogo con le altre tradizioni religiose, per cui sembrerebbe che si possa mantenere la realtà di Dio al di là delle categorie storico-culturali, e la ‘dissoluzione’ di Dio nel divino. La riflessione teologica cristiana è provocata, dal canto suo, a riproporre in forma plausibile l’identità trinitaria dello stesso Dio. Lo sforzo compiuto dal pensiero cristiano lungo i secoli, che non ha mai rifiutato il confronto con le istanze del pensiero coevo, diventa stimolo a mantenere fiducia nella capacità della fede non solo di affermare, bensì pure di illustrare l’originalità della figura cristiana di Dio, quale si è mostrata in Gesù Cristo e nello Spirito.
Questo Manuale di dottrina trinitaria, accettata la sfida, non semplicemente illustra con dovizia di dati il contenuto della rivelazione e il portato della tradizione teologico-dogmatica, ma soprattutto conduce alla radice della questione: facendo tesoro della riflessione classica sulla analogia e della ripresa di questa nel pensiero contemporaneo, introduce il lettore a scoprire la via per la quale Dio diventa pensabile. E non si tratta di un divino genericamente inteso, bensì del Dio della rivelazione.

Il confronto serrato con i modelli di pensiero del passato e con le ipotesi recentemente proposte inizia a un metodo di indagine. È questo l’apporto singolare dell’opera. Ci si trova tra le mani, infatti, un’autentica manuductio: il lettore, lasciandosi da essa guidare, è condotto alla conoscenza della Tradizione e al ripensamento della stessa. Non pura ripetizione, quindi, neppure della visione biblica; piuttosto una pregevolissima illustrazione pensata della dottrina trinitaria. Per questo, se il volume richiede una certa fatica, essa è ampiamente ripagata: al termine ci si accorge di come la fede cristiana, lungi dal mortificare la ricerca su Dio, la metta in movimento e vinca la sfida del pensiero che si limita all’ovvio. Anche così la riflessione teologica contribuisce a far conoscere la novità del Dio di Gesù.

Collana: Grandi opere. Pagine: 984 Formato: 17 x 24 cm (c) 2009
ISBN 978-88-399-2404-9 Prezzo: Euro 62,00

 

Il pensiero dialogico: Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber
di Bernhard Casper
A cura di Silvano Zucal

 

L’uscita in traduzione italiana del classico sul “pensiero dialogico” di Bernhard Casper assume un significato particolare, quello della legittimazione teoretica di un nuovo paradigma del pensiero emerso dal secolo che è alle nostre spalle. Se c’è un’eredità che il Novecento ci ha consegnato e che non è stata ancora del tutto meditata è quella del “pensiero dialogico”.
Casper ha inteso proporre non una storia compiuta di questo orientamento teorico, ma piuttosto risalire alla genesi, ricostruire gli inizi del “pensiero dialogico” segnati dal timbro fondativo di Rosenzweig, Ebner e Buber. Ciò che accomuna tutti i dialogici è il loro radicale anti-idealismo. La concretezza dell’uomo, di ogni singolo nel suo nucleo di sacra irriducibilità, va sempre e comunque salvaguardata dall’aggressione del pensiero sistematico e insieme ad essa va salvata l’autenticità della Rivelazione nella sua peculiare dimensione verbale. Casper si muove con puntualità e finezza interpretative, cercando di penetrare progressivamente nel progetto dei tre grandi pensatori: essi sono da collocarsi nella filosofia dialogica che non solo non elude il tema della “relazione delle relazioni”, ovvero il rapporto con il Tu assoluto, ma ne fa il cuore della loro proposta teorica. Tra i tre filosofi spetta, a suo dire, senza alcun dubbio a Rosenzweig una posizione di preminenza teoretica giacché egli fu fin dall’inizio lo spirito più universale e la sua opera, in particolare condensata nella Stella della redenzione, appare filosoficamente compiuta.
Il volume traccia anche i possibili frutti della lezione dialogica sul futuro del cristianesimo in rapporto alle religioni universali. La lezione dialogica, in termini più generali, è un correttivo radicale, una risorsa per far fronte al male e al rischio delle tragedie che incombono sull’umanità.

COMMENTO: Finalmente in Italia un classico della filosofia del '900, che ha scoperto il Pensiero Dialogico in Rosenzweig, Buber, Ebner e Levinas. Un pensiero oggi quanto mai attuale.

BERNHARD CASPER (1931 Trier), allievo di Bernhard Welte, è professore emerito di Filosofia della religione all’Università di Freiburg i.B. Fra le sue opere pubblicate in italiano: Ermeneutica e teologia (Morcelliana 1974); Evento e preghiera. Per un’ermeneutica dell’accadimento religioso (Cedam 2003); Per una fondazione della teologia filosofica nell’evento, in «Humanitas» 3(2004); Rosenzweig e Heidegger. Essere ed evento (Morcelliana, 2008).

CODICE ISBN: 978-88-372-2277-2

 

La sofferenza e il dolore. Tra esperienza umana e speranza cristiana
Luca Tosoni


Quanta sofferenza ci circonda!!! Quante vite vengono attraversate da essa; la sofferenza non risparmia nessuno, a volte sembra annidarsi in pianta stabile nella vita delle persone, in altre circostanze sembra far dei giri immensi e poi puntuale torna a creare quel pungolo urtante e doloroso. È difficile spiegare, è difficile capire, tutto sembra procedere nel vuoto, qualunque spiegazione sembra non avere senso. La ragione procede a tentoni, balbetta non più sicura di sé, proprio come fa il bambino che, non ancora padrone della lingua, vorrebbe spiegarsi, ma non ci riesce. Di fronte alla sofferenza sembriamo tutti bambini, incapaci di darci delle spiegazioni e le domande divengono più pressanti delle certezze. Come essere umano mi ribello alla sofferenza, non la condivido, non l'accetto, piango, ma come credente non posso che tacere, chinar la fronte al Mistero più grande dell'esistenza, sentendo tutto il mio limite e la mia incapacità di dare una risposta plausibile.

Aletti Editore
Collana "Saggistica"
pp.64 €13.00
ISBN 978-88-7680-488-5

 


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