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30/12/2009 Mons. Luigi Bettazzi a Fermo.
 
 

14/12/2009 Adriano Ciaffi

 
 
 



Si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 18 novembre, presso l’aula magna dell’Istituto Teologico di Fermo, il quarto incontro di formazione e aggiornamento per insegnanti di religione cattolica sul tema “I cattolici e la politica italiana dal dopoguerra ad oggi”. Al tavolo dei relatori questa volta si è seduto l’On. Adriano Ciaffi, esponente di spicco della Democrazia Cristiana di quegli anni, deputato, sottosegretario, “padre” della legge sulle autonomie locali, invitato a presentare il contributo dato dai cattolici al riformismo democratico negli anni ‘60-‘80. L’intervento di Ciaffi si è sviluppato, allo stesso tempo, sia sul piano della testimonianza diretta di chi ha partecipato agli avvenimenti di quel ventennio sia sul piano della ricostruzione del clima storico e culturale che ha gettato le basi per l’azione politica e legislativa. Il politico maceratese ha parlato degli anni 60-80 come di un periodo di sostanziale e progressivo scongelamento delle rigidità di sistema. Tanto la sinistra quanto la destra arrivarono a risultati più vistosi nei congressi della Bolognina e di Fiuggi. Fu chiara la volontà di partecipazione dei leaders della sinistra e della destra attraverso la presa di distanza dalle ideologie di colore rosso o nero. Interessante e, per certi versi, sorprendente il giudizio positivo sul ‘68, non letto come esagerazione violenta, ma come tempo di revisione culturale e valoriale che nelle nuove generazioni veniva sentito come nuova palingenesi, con grandi speranze per l’umanità intera. Sul piano culturale, molto spazio è stato dato dal relatore al personalismo e ad una concezione dell’uomo in chiave comunitaria. Da questo versante l’onorevole ha più volte insistito sulla necessità di riconoscere la persona, a prescindere dalla razza o dalla nazione a cui appartiene, e sulla conseguente possibilità di abbattere le barriere che dividono i popoli. I presenti non hanno dovuto far troppa fatica per avvertire un senso di critica nei confronti di alcune leggi sugli extra-comunitari. Sul piano storico, il ventennio ‘60-‘80 è stato riassunto in due grandi situazioni: il boom economico da una parte e l’incontro tra il centro e la sinistra dall’altra. Sul secondo dei due aspetti non poteva non essere ricordato e preso in esame l’eccidio di via Fani con il rapimento l'assassinio di Aldo Moro. Il dibattito successivo ha ricondotto più volte il relatore a parlare di quella pagina della storia con maggiori dettagli e con ricordi di carattere personale. Sul piano ecclesiale, Ciaffi ha parlato anche del Concilio, rimarcando il protagonismo dei Padri italiani, che avevano respirato lo stesso tipo di cultura europea che stava alla base della nostra Costituzione. In questo si può leggere una volontà di mettere in relazione le vicende sociali e politiche di quegli anni con il clima di rinnovamento che si sentiva nella chiesa di allora. In conclusione, l’impressione di chi ha assistito alla conferenza è  quella di una linea di forte continuità e di progressivo sviluppo che parte dagli anni della Costituzione e, nonostante tangentopoli e tanti altri iati, arriva fino ad oggi. Si tratta della linea dell’azione riformatrice, della volontà di partecipazione, del coinvolgimento delle variegate comunità intermedie. L’accenno al federalismo come processo di unità superiore e istanza progressiva da realizzare può essere un buon esempio di continuità e non del contrario.
Andrea Andreozzi


Istituto Superiore di Scienze Religiose
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